Alinari Storia D'Italia
Università IULM Fratelli Alinari Università degli studi di Milano con il contributo di
Fondazione Cariplo

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  • La piazza e il Duomo di Milano.

    La piazza e il Duomo di Milano.

  • Strada di Chioggia

    Strada di Chioggia

  • Veduta animata di piazza Caricamento a Genova; sullo sfondo il monumento al navigatore Raffaele Rubattino scolpito da Augusto Rivolta.

    Veduta animata di piazza Caricamento a Genova; sullo sfondo il monumento al navigatore Raffaele Rubattino scolpito da Augusto Rivolta.

  • Pisa

    Pisa

  • La tradizionale festa del Fresco Notturno sul Canal Grande a Venezia

    La tradizionale festa del Fresco Notturno sul Canal Grande a Venezia

  • Un gruppo di uomini e donne in costume tradizionale, ritratti su un carro addobbato a festa, in una strada di Roccamandolfi.

    Un gruppo di uomini e donne in costume tradizionale, ritratti su un carro addobbato a festa, in una strada di Roccamandolfi.

  • Folla di persone con le braccia sollevate dietro una transenna alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia.

    Folla di persone con le braccia sollevate dietro una transenna alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia.

  • Banca Nazionale del Lavoro: la Befana per i figli dei dipendenti

    Banca Nazionale del Lavoro: la Befana per i figli dei dipendenti

  • Scalatori sulla vetta del Monte Cima d'Asta

    Scalatori sulla vetta del Monte Cima d'Asta

  • Nuotatore impegnato nello stile dorso

    Nuotatore impegnato nello stile dorso

  • Villa Rosa Maltoni Mussolini: le allieve durante una esercitazione di scherma

    Villa Rosa Maltoni Mussolini: le allieve durante una esercitazione di scherma

  • Bambini sull'altalena

    Bambini sull'altalena

  • "Amore a Firenze". Una giovane coppia, ritratta di spalle, in atteggiamento affettuoso, sul Lungarno a Firenze

    "Amore a Firenze". Una giovane coppia, ritratta di spalle, in atteggiamento affettuoso, sul Lungarno a Firenze

  • Marche: pesca al lago

    Marche: pesca al lago

  • "Sposalizio a Monreale"

    "Sposalizio a Monreale"

  • Gruppo di donne e ragazze intente a ricamare merletti, Burano, Venezia

    Gruppo di donne e ragazze intente a ricamare merletti, Burano, Venezia

  • Uomo che legge il giornale seduto al suo banco da mercato chiuso

    Uomo che legge il giornale seduto al suo banco da mercato chiuso

  • Solitudine

    Solitudine

  • Motocicletta su una spiaggia tra Civitavecchia e Ansedonia

    Motocicletta su una spiaggia tra Civitavecchia e Ansedonia

  • "Mattino a Firenze"

    "Mattino a Firenze"

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Socialità

All'indomani dell'Unità l'Italia è un paese memore di un glorioso passato ma povero e arretrato rispetto alle maggiori nazioni europee. Al ritardo di un'economia ancora fondata in larghissima misura sull'agricoltura e il piccolo commercio, corrisponde una struttura sociale di tipo tradizionale e una distribuzione della ricchezza estremamente sperequata. A una ristretta élite composta da aristocratici e grandi proprietari fondiari, fa riscontro una borghesia in graduale rafforzamento, specie nelle sue componenti più moderne legate all'industria e alle professioni ma numericamente ancora esile, mentre la gran massa della popolazione è formata da contadini (e lo sarà ancora a lungo). Nella seconda metà dell'Ottocento, e più marcatamente inoltrandosi nel nuovo secolo, le tensioni modernizzanti che attraversano il paese, sia pure in maniera diseguale nelle sue varie sezioni territoriali, non mancheranno di incidere sulle vecchia struttura sociale, rafforzando progressivamente le componenti di quello che oggi definiamo ceto medio e la classe operaia. Si tratta tuttavia di un mutamento estremamente graduale, tanto che nel 1945, come ha scritto lo storico Paul Ginsborg, l'Italia è ancora un paese “a carattere prevalentemente contadino, di grandi e intatte bellezze naturali, di sonnolente cittadine di provincia, di povertà persistente, specialmente nel Meridione, di culture locali e di dialetti”. Tanto più straordinario appare dunque il cambiamento che investirà il paese nel secondo dopoguerra, quando nell'arco di soli due decenni per il convergente operare di fattori internazionali – basti ricordare gli aiuti americani del Piano Marshall – e fattori interni si realizzerà un radicale sovvertimento delle antiche strutture economiche e sociali nel segno della grande industria di matrice fordista. Si assiste al tumultuoso svuotarsi delle campagne mentre si dilatano le grandi capitali dell'industria investite da massicci flussi di immigrati. Nel 1971 gli addetti all'industria rappresentano circa un terzo della popolazione attiva e il paese, che sta vivendo una autentica rivoluzione dei consumi, è scosso da un'ondata di rivendicazioni sociali senza precedenti, che si prolungherà ben oltre il tornante del '68, arrivando ad assumere toni violenti per sfociare infine nel terrorismo. I settanta sono anni convulsi: si generalizzano i sistemi di welfare e si diffondono nuovi modelli di comportamento sociale e familiare proprio mentre l'economia registra crescenti difficoltà, ancora una volta in sintonia con l'andamento del quadro internazionale. Il paese si trova a vivere una nuova rapida trasformazione, questa volta nel segno del terziario che assume un peso crescente, superando decisamente per numero di addetti l'industria, che, a sua volta conosce una profonda metamorfosi, allargandosi ai territori della cosiddetta Terza Italia caratterizzati dalla presenza di distretti e piccole imprese. Di pari passo si ridisegnano le geografie sociali: si registra una fortissima espansione di un ceto medio omologato sul piano della cultura e dei valori ma fortemente differenziato al proprio interno in termini di reddito e capacità di spesa. A causa della crisi della grande impresa, la centralità e la compattezza della componente operaia sono ormai un ricordo lontano. I nuovi operai delle imprese distrettuali e delle migliaia di piccolissime unità produttive che fanno le fortune del 'made in Italy' spesso si percepiscono più come individui che come esponenti di classe sociale, mentre a partire dai servizi si diffondono nuove forme di lavoro autonomo e spesso precario che arriveranno a segnare drammaticamente il presente.

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