Alinari Storia D'Italia
Università IULM Fratelli Alinari Università degli studi di Milano con il contributo di
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  • La cucina di una casa di Ercolano

    La cucina di una casa di Ercolano

  • Veduta della cucina della neoclassica Villa Margherita, ora Manfrin, a Treviso

    Veduta della cucina della neoclassica Villa Margherita, ora Manfrin, a Treviso

  • "Cucina di operaio povero", 1968

    "Cucina di operaio povero", 1968

  • L'interno di una cucina in una casa friulana

    L'interno di una cucina in una casa friulana

  • Piccolo interno adibito a bagno, Venezia

    Piccolo interno adibito a bagno, Venezia

  • Camera da letto di abitazione popolare

    Camera da letto di abitazione popolare

  • Scorcio di una camera da letto di Villa Margherita, ora Manfrin, a Treviso; addossati alla parete due letti gemelli a baldacchino

    Scorcio di una camera da letto di Villa Margherita, ora Manfrin, a Treviso; addossati alla parete due letti gemelli a baldacchino

  • Villa Demidoff: un salotto

    Villa Demidoff: un salotto

  • Sala da pranzo della neoclassica Villa Margherita, ora Manfrin, a Treviso. Al centro della stanza un'elegante tavola apparecchiata

    Sala da pranzo della neoclassica Villa Margherita, ora Manfrin, a Treviso. Al centro della stanza un'elegante tavola apparecchiata

  • Sala affrescata di una villa a Vignale, nei dintorni di Radda in Chianti.

    Sala affrescata di una villa a Vignale, nei dintorni di Radda in Chianti.

  • Le figlie Trakakis in salotto con una coppia di amici di famiglia

    Le figlie Trakakis in salotto con una coppia di amici di famiglia

  • Interno domestico

    Interno domestico

  • La vetrina del tinello di una casa friulana ad Aviano, Pordenone

    La vetrina del tinello di una casa friulana ad Aviano, Pordenone

  • "Guanti"

    "Guanti"

  • Vari oggetti abbandonati e accatastati su un tappeto: bambole, pupazzi, vasi, scatole di biscotti, oggetti da cucina, un ferro da stiro, un giornale e una borsa

    Vari oggetti abbandonati e accatastati su un tappeto: bambole, pupazzi, vasi, scatole di biscotti, oggetti da cucina, un ferro da stiro, un giornale e una borsa

  • Arte vetraria di Murano: brocca in vetro

    Arte vetraria di Murano: brocca in vetro

  • Tavolo in cristallo, 1953, Gio' Ponti (1891-1979)

    Tavolo in cristallo, 1953, Gio' Ponti (1891-1979)

  • Vaso Ginori disegnato da Gio Ponti

    Vaso Ginori disegnato da Gio Ponti

  • Campagna pubblicitaria della linea di sanitari Ideal Standard, Milano

    Campagna pubblicitaria della linea di sanitari Ideal Standard, Milano

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Paesaggi domestici

Da un'indagine di qualche anno fa, commissionata dal Salone del mobile all'Istituto Adhoc, che ci portava "Dentro le case: mille case italiane nel 2000", emergeva come il carattere degli interni domestici fosse piuttosto omogeneo. Le presenze comuni alla maggioranza delle abitazioni riguardavano gli arredi ispirati alle abitazioni borghesi (mobili a specchiera, tavoli in vetro, tappeti e decorazioni) accanto a mobili moderni negli spazi per i giovani e nella cucina e alla presenza diffusa di elettrodomestici. Eppure il paesaggio domestico degli ultimi 150 anni è segnato da importanti differenze, soprattutto fra i modi di abitare del mondo contadino e delle diverse classi urbane. Le loro forme estreme sono i sontuosi interni aristocratici e borghesi - con una rigida suddivisione spaziale, mobili di antiquariato o di alto artigianato e ricche suppellettili, tappeti, lampadari - contrapposti agli spogli interni delle classi povere, dove manca un'articolazione in zone e spesso non si trovano se non modesti sedili, un tavolo e un giaciglio. Contadini e operai, oltre all'indigenza, condividono nella casa la mancanza di servizi igienici, di impianti, di suppellettili. La profondità di questa frattura comincia a rimarginarsi a partire dal secondo dopoguerra con una profonda trasformazione abitativa, sociale e antropologica, documentata fra gli anni Cinquanta e Ottanta da fotografi come Gianni Berengo Gardin, Italo Zannier, Cesare Colombo. La massiccia urbanizzazione impone come nuova tipologia l'appartamento di città, a struttura codificata (separazione tra zone notte, giorno, servizi), cui corrisponde un sistema prefissato di mobili in un unico stile (buffet, contro-buffet, tavolo, sedie, poltrone e divani coordinati nel il soggiorno-zona pranzo; letto, armadio, comò, comodini nella camera da letto). Per le classi abbienti, gli architetti cominciano invece a proporre arredi ispirati al design nordico e al modernismo americano, veri 'incubatori' del 'made in Italy' nel settore dell'arredo e dell'illuminazione. Col tempo gli ambienti si compenetrano maggiormente l'uno nell'altro, gli spazi diventano multifunzionali e i mobili proposti dalle aziende sono pezzi unici da combinare a piacere. Con l'avvento di sistemi di vendita tipo Ikea, la flessibilità dell'arredo è diventata una caratteristica di massa. Economicità e personalizzazione di trasporto e montaggio portano alla semplificazione dei mobili, ne esaltano la funzionalità e nobilitano materiali poco costosi, favorendo l'adozione di uno 'stile moderno', di diffusione europea, che ha introdotto stabilmente nel nostro lessico l'idea di design come fattore di qualità estetica e funzionale degli oggetti d'arredo.

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