Alinari Storia D'Italia
Università IULM Fratelli Alinari Università degli studi di Milano con il contributo di
Fondazione Cariplo

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  • Bettino Craxi presiede una seduta con i politici del Pentapartito.

    Bettino Craxi presiede una seduta con i politici del Pentapartito.

  • Giovanni Spadolini e Bettino Craxi si stringono la mano durante un incontro ufficiale

    Giovanni Spadolini e Bettino Craxi si stringono la mano durante un incontro ufficiale

  • Esponenti del "Governo Spadolini". Al centro dell'immagine è visibile il Presidente Sandro Pertini

    Esponenti del "Governo Spadolini". Al centro dell'immagine è visibile il Presidente Sandro Pertini

  • Giovanni Spadolini ritratto durante il Consiglio Nazionale del Partito Repubblicano Italiano.

    Giovanni Spadolini ritratto durante il Consiglio Nazionale del Partito Repubblicano Italiano.

  • Strage di Bologna: il Presidente della Repubblica Sandro Pertini rende omaggio alle vittime dell'attentato terroristico alla Stazione Centrale del 2 Agosto 1980

    Strage di Bologna: il Presidente della Repubblica Sandro Pertini rende omaggio alle vittime dell'attentato terroristico alla Stazione Centrale del 2 Agosto 1980

  • Il Segretario socialista Bettino Craxi, ritratto in un'affollata piazza romana, mostra agli astanti il 'Garofano rosso', simbolo del partito

    Il Segretario socialista Bettino Craxi, ritratto in un'affollata piazza romana, mostra agli astanti il 'Garofano rosso', simbolo del partito

  • Stretta di mano tra Arnaldo Forlani e Ciriaco De Mita.

    Stretta di mano tra Arnaldo Forlani e Ciriaco De Mita.

  • L'Onorevole Giulio Andreotti stringe la mano al Presidente del Consiglio Bettino Craxi nel corso di una seduta della Camera a Montecitorio. Alla sinistra di Craxi siede Arnaldo Forlani

    L'Onorevole Giulio Andreotti stringe la mano al Presidente del Consiglio Bettino Craxi nel corso di una seduta della Camera a Montecitorio. Alla sinistra di Craxi siede Arnaldo Forlani

  • Licio Gelli

    Licio Gelli

  • Il banchiere Roberto Calvi (1920-1982) implicato nell'inchiesta del Banco Ambrosiano e nel caso Sindona

    Il banchiere Roberto Calvi (1920-1982) implicato nell'inchiesta del Banco Ambrosiano e nel caso Sindona

  • L'arcivescovo americano Monsignor Paul Marcinkus (1992-2006) legato allo scandalo del crack del Banco Ambrosiano

    L'arcivescovo americano Monsignor Paul Marcinkus (1992-2006) legato allo scandalo del crack del Banco Ambrosiano

  • La nave da crociera Achille Lauro scortata lascia il porto egiziano di Port Said dopo il sequestro

    La nave da crociera Achille Lauro scortata lascia il porto egiziano di Port Said dopo il sequestro

  • Il Presidente del Consiglio Bettino Craxi e il cardinale Agostino Cesaroli firmano il nuovo Concordato fra Stato e Chiesa, Villa Madama, Roma

    Il Presidente del Consiglio Bettino Craxi e il cardinale Agostino Cesaroli firmano il nuovo Concordato fra Stato e Chiesa, Villa Madama, Roma

  • Gruppo di giovani partecipanti ad una manifestazione del Partito Radicale contro il Concordato con la Chiesa cattolica. Tra le persone è visibile Emma Bonino.

    Gruppo di giovani partecipanti ad una manifestazione del Partito Radicale contro il Concordato con la Chiesa cattolica. Tra le persone è visibile Emma Bonino.

  • Ritratto del politico italiano Paolo Cirino Pomicino

    Ritratto del politico italiano Paolo Cirino Pomicino

  • Il politico Bettino Craxi

    Il politico Bettino Craxi

  • Il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov con il leader socialista Bettino Craxi

    Il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov con il leader socialista Bettino Craxi

  • Il segretario del Partito della Lega Umberto Bossi e Francesco Speroni marciano verso Pontida per la rievocazione storica del giuramento della Lega Lombarda

    Il segretario del Partito della Lega Umberto Bossi e Francesco Speroni marciano verso Pontida per la rievocazione storica del giuramento della Lega Lombarda

  • Arnaldo Forlani e Ciriaco De Mita conversano seduti durante una manifestazione politica della Democrazia Cristiana

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  • Giovanni Spadolini

    Giovanni Spadolini

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Gli anni Ottanta (1980-1992)

Le elezioni del 1979 segnarono la fine della stagione del “compromesso storico” e della solidarietà nazionale per aprire una nuova fase del centro-sinistra, articolato intorno alla formula del pentapartito – cioè un'alleanza variabile fra democristiani, socialisti, socialdemocratici, repubblicani e liberali – che avrebbe retto nelle sue varie formulazioni il sistema politico fino al crollo della “Prima Repubblica”. La grande novità era rappresentata dal fatto che, per la prima volta dalla caduta del governo di Ferruccio Parri nel 1945, la presidenza del consiglio non veniva occupata dalla DC. L'arrivo di Giovanni Spadolini a Palazzo Chigi, divenuto segretario del PRI alla morte di Ugo La Malfa nel settembre 1979, segnava l'avvento di un diverso stile nel governare: uomo colto e con fama di integrità morale, Spadolini veniva considerato un 'uomo nuovo' in un mondo politico fatto di 'notabili' e lunghe militanze partitiche, valendogli ciò la popolarità presso un'opinione pubblica che mostrava crescenti segni di disaffezione. Il ritorno al centro-sinistra rappresentava però anche il fallimento del tentativo di avviare l'Italia sulla strada della politica dell'alternanza che aveva trovato una prima concretizzazione nell'appoggio comunista ai governi di solidarietà nazionale. Il PCI tornava dunque all'opposizione e, pur proseguendo il suo allontanamento dal comunismo sovietico (per la prima volta nel 1981 non parteciperà al congresso del Partito comunista dell'Unione Sovietica in risposta alla repressione del movimento Solidarnosc in Polonia) e cercando di porsi come alternativa, si troverà in forte difficoltà nel definire la propria identità. Le elezioni europee del 1984 diedero al PCI un seppur minimo vantaggio rispetto alla DC, anche grazie all'effetto emotivo della morte di Enrico Berlinguer, ma il 'sorpasso' si dimostrava essere una vittoria effimera e il partito avrebbe scontato invece delle sonore sconfitte alle amministrative del 1985 e al referendum sulla scala mobile. Protagonista di questa fase fu il Partito socialista guidato da Bettino Craxi. Pur legato da una tesa alleanza con la DC, egli puntava con piglio dinamico e aggressivo a costituire un polo laico liberal-democratico che fosse alternativo sia ai democristiani, sia ai comunisti. Non trovando significativi riscontri questo progetto, i socialisti cercarono di occupare quei posti di potere che fino a quel momento avevano rappresentato uno dei più importanti punti di forza della DC, diventando così l'ago della bilancia del sistema politico ma trasformandosi anche velocemente in protagonisti di pervasive pratiche di corruzione. Durante i governi Craxi l'Italia conobbe una ripresa della crescita economica, con una forte riduzione del tasso d'inflazione e il riequilibrio della bilancia dei pagamenti; si cercò di controllare la spesa pubblica, alimentata dal sistema sanitario e pensionistico, e il deficit dello stato, mettendo mano a una riforma fiscale; venne attuata una politica estera particolarmente dinamica e attenta agli interessi nazionali. Tuttavia, la presenza dei socialisti non alterò quelli che erano i meccanismo perversi del potere, di cui anzi divennero parte integrante. Questi meccanismi, scandali clamorosi come quello della loggia massonica deviata P2, l'inefficienza dello stato e il peso della corruzione stavano alimentando nell'opinione pubblica una crescente disaffezione verso la politica e l'ostilità nei confronti della partitocrazia. Segno tangibile di tale evoluzione fu il fenomeno leghista. Articolate inizialmente in varie formazioni fortemente connotate a livello locale, il leghismo era in totale sintonia con questi umori, accresciuti quando all'inefficienza e alla corruzione si aggiunge il ridimensionamento del colpevole lassismo fiscale segnato dalla riforma Visentini. La Lega Lombarda entrava in parlamento nel 1987 con uno sparuto 1,8 per cento che fu del tutto sottovalutato dai partiti. Al contrario, le capacità di convergenza dei vari movimenti leghisti e l'elaborazione di un più complesso discorso federalista a opera di Gianfranco Miglio – 'tradotto' in una propaganda rozza ma molto efficace dall'unico senatore leghista, Umberto Bossi – avrebbero fatto di questi soggetti politici dei protagonisti del tramonto della “Prima Repubblica”.

Approfondimenti

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