Alinari Storia D'Italia
Università IULM Fratelli Alinari Università degli studi di Milano con il contributo di
Fondazione Cariplo

LABORATORIO DIDATTICO:

Gli alchimisti della luce

L'anno zero della Fotografia è il 1839, quando viene presentato un processo che permette di riprodurre in modo meccanico, senza intervento manuale, le immagini che si formano nella camera oscura. Dal momento della diffusione pubblica l'effetto di sorpresa è immediato: in molti escono dall'ombra rivendicando l'anteriorità della scoperta, la stampa descrive con entusiasmo, il pubblico a giusto titolo meravigliato accorre alle dimostrazioni e ben presto pullulano gli amatori grazie all'equipaggiamento in vendita. La realtà che si riproduce da sola sembra un fatto inspiegabile: qualcuno parla addirittura di stregoneria. D'altronde i pionieri, che sperimentano in tempi record tantissimi procedimenti - per trasformare non metalli in oro ma sostanze fotosensibili in immagine fissa - autorizzano l'idea. A breve mentre evolve la tecnica di ripresa dell'immagine fotografica si ricorre a modi particolari di presentarla, attraverso macchine ottiche di vario tipo. Fra le tante la lanterna magica, che consiste a sua volta in un'applicazione della camera oscura, in particolare sia del principio ottico che della capacità di generare spettacolo proprie della camera oscura. Si tratta di un proiettore che restituisce all'esterno l'immagine custodita all'interno di una scatola. Anche in questo caso la dinamica con cui si genera la visione non sembra avere una causa logica, soprattutto ai tempi delle fantasmagorie, spettacoli di immagini realizzati nascondendo volutamente la fonte della visione. La lanterna magica, capace già nel Seicento di intrattenere le folle con proiezioni in movimento, nell'epoca della Fotografia perde l'alone di esoterismo che la connotava per trasformarsi in un potente strumento d'istruzione e un meraviglioso modo di distrarsi ... ma qui inizia il Cinema.

La camera oscura, che presuppone il giusto dosaggio di due ingredienti, luce e buio, è sia strumento di riproduzione sia di spettacolo, che merita un approfondimento. La camera oscura è lo spazio buio in cui riesce ad intrufolarsi quel tanto di luce necessaria a generare immagini. Questo strumento, i cui principi erano conosciuti qualche millennio fa da cinesi e antichi greci ben prima degli eminenti studi di Leonardo, è dotato di mille applicazioni. Quando in un ambiente buio ci si accontenta di ammirare le immagini brillare si può parlare di Precinema o forse di Filosofia: secondo alcuni lo spettacolo che descrive Platone ne La Repubblica è una camera oscura della dimensione di una caverna. è naturale che si senta poi l'esigenza di ritrarre i contorni dell'immagine trasmessa in diretta, magari per esaminarla ed aggiustarla: da una data imprecisata del '400 è comune l'impiego della camera oscura in pittura per acquisire immagini con la corretta prospettiva. Lo strumento si fa macchina fotografica a partire dall'Ottocento, quando sostituiamo il lucido da disegno con una lastra sensibile che in qualche modo sente o vede meglio dei nostri occhi perché assorbe i raggi con il passare del tempo. Dal fisico arabo Alhazen (1020) in poi, passando da Aristotele ed altri importanti scienziati, questo sistema è usato in astronomia per ammirare l'eclissi solare o per creare il calendario. Oggi la camera oscura sale addirittura sulle navicelle spaziali, contribuendo alla ricerca nel campo della fisica nucleare.

Seguendo le indicazioni contenute nel laboratorio è possibile vivere direttamente l'affascinante esperienza della camera oscura.

VAI AL LABORATORIO: QUESTA NON È UNA SCATOLA

Laboratorio 1
  • Confronto fra macchine fotografiche d'epoca e quella montata sul cellulare, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 2
  • Una macchina fotografica d'epoca da esplorare con le mani, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 3
  • L'immagine sottosopra sullo schermo di una macchina fotografica d'epoca, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 4
  • Una macchina fotografica d'epoca dotata di maniche per permettere al fotografo di svolgere al buio dentro la scatola alcune operazioni, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 5
  • Davanti alla Lanterna Magica, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 6
  • Scatola delle meraviglie durante il laboratorio sulla camera oscura, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 7
  • Si osservano le immagini mentre appaiono e scompaiono durante il laboratorio sulla camera oscura, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 8
  • Si disegnano le immagini mentre appaiono e scompaiono durante il laboratorio sulla camera oscura, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 9
  • Si disegnano le immagini mentre appaiono e scompaiono durante il laboratorio sulla camera oscura, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 10
  • Si pu˛ ottenere una fotografia inserendo nella scatola delle meraviglia materiale sensibile alla luce durante il laboratorio sulla camera oscura, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Marino Sterle.
Laboratorio 11
  • Osservazione dello gnomone che trasforma la cattedrale di Santa Maria Novella in camera oscura durante il laboratorio sulla camera oscura, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Georg Vith.
Laboratorio 12
  • Fratelli Alinari, La sala didattica del MNAF trasformata in camera oscura grazie ad un semplice foro in corrispondenza della finestra durante il laboratorio sulla camera oscura, MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Fotografia di Georg Vith.
Laboratorio 13
  • Fratelli Alinari, Scorcio del laboratorio dello stabilimento fotografico Fratelli Alinari di Firenze, 1899, Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze
Laboratorio 14
  • Fratelli Alinari, Scorcio del laboratorio dello stabilimento fotografico Fratelli Alinari di Firenze, 1899, Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze
Laboratorio 15
  • Fratelli Alinari, Scorcio del laboratorio dello stabilimento fotografico Fratelli Alinari di Firenze, 1899, Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze
Laboratorio 16
  • Veduta della terrazza dello stabilimento fotografico Fratelli Alinari, a Firenze, 1899, Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze
Laboratorio 17
  • Ritratto femminile dagherrotipo, 1850-1855 ca., Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze
Laboratorio 18
  • Cattedrale di Firenze su negativo di carta con cera, 1850 ca., Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari, fondo Veraci
Laboratorio 19
  • Eadweard Muybridge, "Animal Locomotion" (tav. 636): sequenza con fantino sul cavallo che salta un ostacolo, 1887, Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA)-collezione Palazzoli, Firenze
Laboratorio 20
  • La Fotografia-animata creata dai partecipanti al laboratorio presso il MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia. Fotografia di Valentina Capitini
Galleria Immagini

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    Domande:
    1. Qualcuno sostiene che la Fotografia sia una scoperta piuttosto che un'invenzione. Perché?
    2. Come si chiama il foro che produce immagini, selezionando in qualche modo l'appropriata quantità di raggi luminosi?
    3. Nella prima epoca della Fotografia arrivano tante lettere da parte di chi elabora il proprio processo attestando una scoperta o un miglioramento probabile. Alcuni procedimenti meritano però attenzione speciale: l'eliografia di Niepce, la dagherrotipia di Daguerre, il disegno fotogenico di Talbot. è pi├╣ appropriato secondo te parlare di Fotografia o Fotografie?
    4. Lo stereoscopio serve a sentire la musica?
    5. I pionieri della Fotografia apportano incredibili progressi sperimentando tantissime ricette alcune delle quali possono far pensare all'arte culinaria dato che vengono impiegati sali da cucina piuttosto che uova ricavate magari da pollai allestiti nelle industrie fotografiche. Hai mai sentito parlare dell'albumina?
    6. Il Fleep-book, quel libretto con disegni in successione da sfogliare velocemente per dare l'illusione del movimento, è stato brevettato nell'Ottocento da J.B.Linnet. Anche grazie al contributo della comunità dei bambini, che giocando hanno la capacità di trasmettere cono-scienza al di là dei confini nazionali e passando le generazioni, questo incredibile gioco è diffuso ancora oggi. Hai mai intervistato adulti di varia età per scoprire come giocavamo in passato? Hai mai costruito un libretto con una successione di fotografie, sperimentando cos├Č tappe importanti nella storia non solo del Cartone-animato ma anche del movimento in Fotografia e quindi del Cinema?

    Proposta per continuare l'attività:
    svolgi l'attività proposta nel laboratorio; rispondi alle nostre domande, partecipa ai laboratori didattici presso il MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, a Firenze;

    Per approfondimenti e informazioni:
    Gabriella de Polo
    Coordinamento Didattica
    Fratelli Alinari. Fondazione per la storia della Fotografia
    gabriella.depolo@alinari.it
    www.alinarifondazione.it/didattica.php

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