Alinari Storia D'Italia
Università IULM Fratelli Alinari Università degli studi di Milano con il contributo di
Fondazione Cariplo

LABORATORIO DIDATTICO:

Obiettivo sulla città

La fotografia fin dalle origini punta l'obiettivo sull'architettura, soggetto principale della fotografia, grazie anche al fatto che la sua staticità bene si offriva alle lunghe esposizioni necessarie ai primi procedimenti fotografici. La più antica immagine fotografica ritrae infatti un'architettura: non à un caso che per la sua prima eliografia Joseph Nicéphore Niépce, per la quale impiegò ben otto ore di esposizione, riprenda le case intorno alla sua abitazione, dopo aver posizionato la camera oscura sul davanzale della finestra della sua tenuta di Le Gras in Francia. Ma non si trattò del tipo di fotografia cui abitualmente siamo abituati: la veduta, per la lunghissima esposizione, presentò impresse le luci e le ombre dell'intera giornata. Le prime vedute di città prodotte dai fotografi delle origini appaiono inoltre disabitate, come vere e proprie città fantasma: in realtà la lunga esposizione con consentiva di imprimere nell'emulsione il passaggio di persone o cose in movimento che così "svanivano", lasciando al loro posto una fievole scia tanto da sembrare un "fantasma" fotografico. Queste sagome evanescenti venivano talvolta cancellate, ritoccando i negativi e aggiungendo dei pigmenti che riuscivano a celarne la presenza. Le tante "città fantasma" sembrano tutte caratterizzate da un cielo uniforme e bianco, dovuto all'intervento di ritocco sul negativo. E allora bastava chiedere ad un pittore di aggiungere a seconda del caso una nuvola, il sole o magari la luna, trasformando così la ripresa diurna in notturna.

In Italia i fratelli Alinari fotografarono a partire dal 1852 tutta la penisola, ritraendo un grande numero di città: dopo Firenze e le altre città della Toscana, in seguito all'Unità d'Italia verranno fotografate in modo metodico e strutturato tutte le regioni e tutte le città italiane, per poi successivamente spingersi anche all'estero. Le fotografie venivano raccolte in cataloghi che oltre al titolo presentano brevi descrizioni storico-artistiche del soggetto rappresentato, simili a quelle di una guida. Infatti proprio le principali guide e pubblicazioni storiche dell'epoca ispirano gli Alinari nella scelta dei soggetti adatti alle campagne fotografiche e nella stesura dei testi dei cataloghi. Il filone editoriale delle guide turistiche straniere e nazionali che influenza l'opera fotografica degli Alinari contribuisce parallelamente a identificare le principali tappe del Grand Tour. Le immagini Alinari, profondamente aderenti alla cultura artistica dell'epoca, hanno negli storici dell'arte, negli studiosi e nei "turisti", oltre che nei semplici "amatori del bello", dei naturali fruitori che contribuiscono al successo del business della famiglia. I repertori di altissima qualità in vendita attraverso una rete organizzata di negozi che cercano di rispondere alla crescente domanda esprimono appieno la "cultura italiana risorgimentale che cercava le radici della sua identità nazionale". Lo stabilimento, che con la seconda generazione diventa un'attività industriale, si apre evidentemente anche all'editoria d'arte e alle pubblicazioni dedicate al "viaggio artistico" in Italia: se inizialmente dagli archivi si attingevano immagini per altri editori, in seguito si sviluppò una fiorente attività editoriale Alinari dedicata alla storiografia artistica e curata da critici d'arte di grande rilievo. Gli stessi manuali scolastici, quando iniziarono ad essere illustrati, verranno costellati da immagini Alinari: grazie anche ad esse il nome di Alinari verrà conosciuto capillarmente e proietteranno ogni lettore in un viaggio virtuale fra le meraviglie artistiche delle città italiane. à nelle vedute urbane che si esprime il cosiddetto stile Alinari: il punto di vista di fronte al monumento à quasi sempre alto per evitare di deformare gli edifici e per escludere dalla veduta la strada piena di presenze "inquinanti"; i volumi vengono descritti con grande chiarezza, ogni dettaglio risulta sempre ben a fuoco, fornendo così informazioni fondamentali per gli studiosi dell'arte; le vedute così realizzate diventano quasi metafisiche.

Gli Alinari operarono all'epoca di Firenze capitale del Regno: la città subirà in questo periodo una trasformazione urbanistica che abbandonerà in parte i caratteri medievali e rinascimentali per riconfigurarsi in stile ottocentesco. Anche i tre fratelli contribuirono più o meno direttamente alle trasformazioni urbane: fecero costruire un grande palazzo progettato come loro abitazione e stabilimento fotografico, presero parte alla "querelle" sul completamento della facciata di Santa Maria del Fiore (ospitando nella propria azienda la presentazione pubblica di uno dei progetti e fotografando l'inaugurazione della nuova facciata) e parteciparono attivamente alla documentazione dei lavori previsti dal piano Poggi per l'ampliamento di Firenze. L'architetto a sua volta, come era prassi comune, si servì della fotografia come supporto al proprio operare: Poggi usò infatti le fotografie Alinari per verificare i vari momenti progettuali ed esecutivi del suo lavoro, mentre gli Alinari realizzarono una straordinaria campagna fotografica del vecchio centro prima del suo abbattimento per dare spazio alla nuova ristrutturazione urbana. Oltre agli Alinari altri fotografi ebbero un ruolo importante sulla redifinizione delle città italiane, creando una vera e propria "mappa" fotografica della realtà urbana del nostro Paese.

Seguendo le indicazioni contenute nel laboratorio à possibile vivere direttamente l'affascinante esperienza della camera oscura.

VAI AL LABORATORIO: SALUTI E BACI

Laboratorio 1
  • John Bramptom Philpot, Piazza Santo Spirito a Firenze, 1855 ca, Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze
    La città sembra disabitata. Osservando meglio la parte bassa si vedono i cosiddetti "fantasmi fotografici".
Laboratorio 2
  • Carlo Ponti, Piazza San Marco a Venezia, 1864, Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA)- collezione Favrod, Firenze
    Una persona, rimasta a lungo seduta di fronte all'obiettivo, è ben rappresentata nella fotografia permettendo così di dedurre la scala degli edifici.
Laboratorio 3
  • Gioacchino Altobelli, Veduta notturna dei Fori Imperiali di Roma, 1865 ca., Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze
    In questa fotografia il cielo è stato fortemente ritoccato.
Laboratorio 4
  • Fratelli Alinari, L'Arno e Ponte Vecchio a Firenze, 1890 ca., Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze
    Un negativo ritoccato per trasformare l'immagine in un "notturno". In corrispondenza dei pigmenti neri aggiunti, sulla fotografia risulta una zona bianca che vuole creare l'effetto delle luci accese nella notte e dei rispettivi riflessi in acqua.
Laboratorio 5
  • Marino Sterle, Una fotografia trasformata in abatjour.
    Un cavallo a Firenze traina una carrozza attraversando piazza della Signoria, dove fra le tante statue troviamo anche quella equestre di Cosimo il Vecchio. Fotografia e statuaria, ognuna a proprio modo, documentano lo stretto rapporto fra uomo e cavallo.
Laboratorio 6
  • Heidoscop, Macchina fotografica stereoscopica, Germania 1925.
    I due obiettivi presenti nell'apparecchio permettono di scattare simultaneamente due immagini a distanza corrispondente a quella oculare. Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze
Laboratorio 7
  • Visore per osservare fotografie stereoscopiche, che separa la visione dei due occhi in modo da dare la percezione della tridimensionalità. Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze
Laboratorio 8
  • Fratelli Alinari, Negozio Alinari di via Tornabuoni, Firenze,1910 ca., Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze
    Attraverso i propri negozi e altre reti di vendita lo Stabilimento Alinari diffonde non solo in Italia ma in tutta Europa le fotografie delle città italiane, con esterni ed interni, se consideriamo le ricche campagne fotografiche svolte nelle chiese, nei musei e nei palazzi del Paese.
Laboratorio 9
  • "Pantheon Nadar", litografia di Felix Nadar con le caricature di 249 personalità francesi, 1854, Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze.
    Le città ottocentesche vanno trasformando la propria immagine. La fotografia ha parte in questo processo sia perché documenta la forma urbana sia perché la conforma.
Laboratorio 10
  • Marino Sterle, Di fronte allo stabilimento storico Fratelli Alinari in Largo Alinari a Firenze: confronto fra l'immagine storica e la visione diretta.
    Nell'Ottocento gli atelier fotografici aprono un po' ovunque e quelli più famosi, come quelli degli Alinari a Firenze o di Nadar a Parigi, in facciata espongono in formato gigante le stesse firme che compaiono sulle fotografie.
Laboratorio 11
  • Marino Sterle, Laboratorio MUMO. Montiamoci la testa! al MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia.
    Un'architettura viene trasformata in immagine grazie a MUMO - design Gabriella de Polo e Avatar Architettura - una camera oscura da indossare come un casco.
Laboratorio 12
  • Valentina Capitini, Laboratorio "Scatta a Firenze! Visita di Firenze attraverso la Fotografia" del MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia.
    Durante un percorso attraverso il centro di Firenze si paragonano le immagini storiche con quelle contemporanee scattate dai partecipanti stessi.
Laboratorio 13
  • Marino Sterle, Laboratorio "Scatta a Firenze! Visita di Firenze attraverso la Fotografia" del MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia.
    Le fotografie presentate durante il percorso vanno osservate attentamente perché nascondono dei trabocchetti grazie ad abili fotoritocchi realizzati dagli Alinari già nell'Ottocento.
Laboratorio 14
  • Marino Sterle, Laboratorio "Scatta a Firenze! Visita di Firenze attraverso la Fotografia" del MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia.
    Le fotografie degli edifici e gli edifici stessi offrono la possibilità di svolgere una serie di giochi che permettono di capire le trasformazioni di Firenze.
Laboratorio 15
  • Marino Sterle, Laboratorio "Scatta a Firenze! Visita di Firenze attraverso la Fotografia" del MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia.
    Durante il laboratorio vengono forniti materiali di vario tipo per decodificare i segni che la città ci propone.
Laboratorio 16
  • Marino Sterle, Laboratorio "Scatta a Firenze! Visita di Firenze attraverso la Fotografia" del MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia.
    Nella parte conclusiva del laboratorio viene svolto un gioco che permette di confrontare vari luoghi di Firenze che hanno subìto modifiche rilevanti.
Laboratorio 17
  • Marino Sterle, Laboratorio "Scatta a Firenze! Visita di Firenze attraverso la Fotografia" del MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia.
    Il vecchio ghetto di Firenze d'epoca medievale è stato sventrato dal piano Poggi che ha dato alla zona un'impronta in stile decisamente ottocentesco. La colonna dell'abbondanza qui ritratta, collocata dove anticamente si incontravano il cardo e il decumano, nel corso dei secoli ha sempre mantenuto la stessa posizione.
Laboratorio 18
  • Marino Sterle, Laboratorio "Scatta a Firenze! Visita di Firenze attraverso la Fotografia" del MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia.
    Altri monumenti hanno cambiato invece postazione: come il David di Michelangelo trasferito nel 1872 da piazza Signoria alla Galleria dell'Accademia.
Laboratorio 19
  • Fratelli Alinari, La Loggia del Pesce nella zona del mercato vecchio, Firenze,1880 ca., Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze.
    In questo caso il trasferimento è stato fatto non con una statua ma con un vero e proprio edificio, la loggia del Pesce che per l'occasione fu smontata.
Laboratorio 20
  • Fratelli Alinari, La Loggia del Pesce realizzata da Giorgio Vasari, in Piazza dei Ciompi, Firenze,1955, Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze.
    La loggia del Pesce, smontata dalla piazza dell'antico ghetto, è stata rimontata in piazza dei Ciompi come se si trattasse di un gioco di costruzioni.
Laboratorio 21
  • Autore non identificato, La porta San Gallo di Firenze,1880 ca., Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze.
    Gli Alinari hanno documentato l'immagine di Firenze prima che l'architetto Poggi intervenisse abbattendo le mura. Fotografi e architetti già nell'Ottocento, come accade anche oggi, lavoravano a stretto contatto.
Laboratorio 22
  • Brogi, Veduta di Piazza della Libertà a Firenze.
    A sinistra dell'immagine si scorge l'Arco Trionfale di Francesco Stefano Lorena, fronteggiato dalla massiccia Porta San Gallo,1875 ca., Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze. La piazza ha cambiato completamente la propria estetica dopo l'intervento ottocentesco cui poi è seguita negli anni venti del Novecento, la realizzazione del centro espositivo del "Parterre".
Laboratorio 23
  • Autore non identificato, Veduta del Giardino di 'Tivoli' a Firenze.
    Il parco, costituito nel 1871, si trovava nella zona di Poggio Imperiale,1890 ca., Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA)-collezione Aranguren, Firenze.
Laboratorio 24
  • Fratelli Alinari, Veduta, dal campanile di Santa Croce, di porta San Niccolò, il Piazzale Michelangelo, la chiesa di San Salvatore e la basilica di San Miniato.,1890 ca., Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze.
Laboratorio 25
  • Fratelli Alinari, La Giostra del Saracino in piazza Santa Maria Novella, Firenze,1902, Archivio Alinari, Archivi Alinari, Firenze.
Laboratorio 26
  • Fratelli Alinari, La chiesa di S.Maria Novella e la piazza omonima a Firenze,1890 ca., Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze.
Laboratorio 27
  • Fratelli Alinari, Fotografi presso Luigi Bardi, Il campanile di Giotto
    (sulla facciata del Duomo sono ancora visibili gli antichi affreschi del XVII secolo, oggi coperti dalla nuova facciata del XIX secolo) e Santa Maria del Fiore, Firenze, 1880 ca., Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Firenze.
Laboratorio 28
  • Fratelli Alinari, Fotomontaggio per verificare uno dei progetti per la facciata del Duomo a Firenze,1865 ca., Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA)-collezione Malandrini, Firenze.
Laboratorio 29
  • Fratelli Alinari, Veduta dell'antico Ponte alle Grazie.
    E' visibile la Cappella di Santa Maria delle Grazie e le celle delle monache costruite sul bordo del ponte. Firenze,1870 ca., Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze.
Laboratorio 30
  • Fratelli Alinari, Ponte alle Grazie (già Rubaconte) a Firenze; sullo sfondo è visibile la collina di San Miniato, Firenze, 1970 ca., Archivi Alinari-archivio Alinari, Firenze.
Galleria Immagini

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    Domande:
    1. La fotografia lungo le vie e le piazze delle città coglie tanti soggetti immobili, gli edifici per l'appunto, ma non mancano certo soggetti mobili, fra cui le auto-mobili. Fino ad una certa data però questi mezzi di trasporto sono davvero poco diffusi tanto che nelle fotografie della seconda metà dell'Ottocento si vedono tendenzialmente solo carrozze, carri e tram a cavalli, questi ultimi prima dell'avvento del tram elettrico. Lo stretto rapporto fra uomo e cavallo è testimoniato dalla fotografia, ma anche dalle tante statue equestri che si possono osservare passeggiando per le strade italiane. Hai mai visto dei turisti che fanno un giro in carrozza? Lo sai che in certi paesi è normale trovare statue di persone importanti a "cavallo" di un elefante?
    2. Puntare l'obiettivo sulla città significa rappresentare in fotografia un microcosmo - o meglio un macrocosmo – piuttosto articolato e complesso da definire: edifici pubblici e privati, chioschi e strutture effimere, fontane e statue, mura di cinta e porte di ingresso, interni ed esterni, trasporti urbani e extraurbani, alberi e fiori, fiumi e laghi, epoche ed eventi e, certamente non ultimi, persone ed animali. La lista potrebbe aumentare o ridursi, si potrebbero inventare nuove categorie e sotto categorie: nel rapporto città/fotografia è interessante seguire però un tema trasversale, quello delle trasformazioni. L'immagine di un certo luogo è fortemente condizionata dal mezzo di ripresa, dal punto di vista, dalle scelte stilistiche del fotografo e così via, ma parallelamente è spesso l'ambiente urbano stesso a subire una metamorfosi. E' anche vero che attraverso la fotografia non sempre risulta semplice - senza l'ausilio della didascalia - identificare una luogo. Puoi provare ad immaginare come risulterà in fotografia la tua città quando l'arte fotografica, invece dei suoi attuali "circa 150 anni", ne avrà 300?
    3. Lo spazio ha tre dimensioni. La fotografia ne ha due. Lo spazio costruito si presta ad essere ritratto e osservato attraverso la stereoscopia, tecnica che non ha a che fare con la musica, bensì con le arti visive. Stereós in greco è un volume, un solido, ed evidentemente le fotografie stereoscopiche, la cui moda dilaga nell'Ottocento per la presunta capacità di dare un carattere più veritiero all'immagine, sono quelle che danno l'illusione della tridimensionalità. Sei mai venuto al MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia ad osservare i visori stereoscopici antichi e a sperimentare quelli moderni? Hai mai pensato che visitando un museo di fotografia è possibile scoprire l'origine del cinema 3D?
    4. Nelle fotografie Alinari d'architettura, che per piacere agli "amanti del bello" mirano a descrivere ogni dettaglio del monumento escludendo il resto, talvolta posa un personaggio isolato. Per apparire bene nella fotografia la persona, un passante o un assistente del fotografo, di fronte all'obiettivo dell'apparecchio fotografico deve non solo fermarsi come nel gioco delle belle statuine, ma fermarsi a lungo, possibilmente sedendosi. Secondo te da dove può nascere l'esigenza di rappresentare accanto ad un monumento una persona? Hai mai pensato che, come per un disegno geometrico, una fotografia restituisce un edificio in una certa scala? Hai mai riflettuto sugli elementi comuni fra Fotografia e Prospettiva? Sai cos'è la fotogrammetria?

    Proposta per continuare l'attività:
    svolgi l'attività proposta nel laboratorio; rispondi alle nostre domande, partecipa ai laboratori didattici presso il MNAF. Museo Nazionale Alinari della Fotografia, a Firenze;

    Per approfondimenti e informazioni:
    Gabriella de Polo
    Coordinamento Didattica
    Fratelli Alinari. Fondazione per la storia della Fotografia
    gabriella.depolo@alinari.it
    www.alinarifondazione.it/didattica.php

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